Il combattimento di Tancredi e Clorinda

7-8 novembre 2019

madrigale rappresentativo di Claudio Monteverdi

Regia, scene e costumi Daniele Piscopo

Sculture mani Saverio Bonelli

Maestro accompagnatore Andrés Gallucci

 

Personaggi e Interpreti

  • il Testo Isabel Lombana Mariño
  • Tancredi Francesco Rodilosso
  • Clorinda Carola Puglisi

Voce AllOperaTeatro 89 Milano

 

Recensioni:

LA STAMPA

LE SALON MUSICAL

IL FATTO QUOTIDIANO

I TEATRI DELL’EST – Roberto Cucchi

I TEATRI DELL’EST – Andrea Merli

 


NOTE DI REGIA

Affrontare un titolo di cosi eterna meraviglia musicale e drammaturgica non è certo facile, il rischio è quello di cadere nel gorgo della ricerca assillante di un qualcosa che possa stupire, attualizzare o in qualche modo rendere più comprensibile alla nostra società contemporanea. Eppure analizzando le sudate parole del Tasso e ascoltando le mistiche note di Monteverdi, tutto appare cosi chiaro e limpido, non c’è nulla da interpretare, nulla da cambiare. L’ascolto evoca un labirinto, di quelli cristiani rappresentati nelle cattedrali, unicursale, dove non c’è inganno: c’è consapevolezza sia per chi entra che per chi esce. Clorinda entra in un labirinto che la porterà alla morte, una morte terrena che sull’estremo anelito implora il battesimo per salvare l’anima. L’acqua benedice e purifica il sangue grondante, che scorre nel campo di battaglia tra le mani implorantidei soldati mutilati, rosso, liquido, violento, risultato di una battaglia tra corpi nudi, dipinti dai segni dell’arcaico scontro tra uomini che credono in un dio diverso. L’anima di Clorinda vaga, bianca, purissima tra gli altri spiriti dannati, raccontando la sua storia per l’eternità, come anima purgante, rinchiusa in quel labirinto cristiano in attesa del suo amato Tancredi.

 

 


Photo di Gianluca Parodi



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