Recensioni

Daniele Piscopo nei panni di Colas, “presunto mago”, cioè simpatico ciarlatano di campagna. Tutto è ben incanalato, mordente nello strumentale e vocalmente istruito.
Angelo Foletto
Critico Musicale
… el bajo italiano Daniele Piscopo descolló como un elegante y completo artista en el papel del Comisario.
Fernando SANS RIVIÈRE
Critico Valencia
…bravi anche gli interpreti “adulti”: il potente baritono Daniele Piscopo…
Paola Molfino
Amadeus
Letteralmente entusiasmante il duetto “cheti cheti immantinente” interpretato dal Bs Azzolini e dal Br brillante Daniele Piscopo: Tra poche righe non sarà del tutto agevole parlare del Br Piscopo perchè in larga misura per lui, che ha soltanto 23 anni, valgono le stesse considerazioni fatte per il suddetto Azzolini!… . L’altro grosso calibro vocale della bella serata al Ruggeri di Guastalla è stato il baritono Daniele Piscopo che attualmente rappresenta la più interessante promessa del teatro d’opera degli ultimi anni da me ascoltato. Anche questo ragazzo è una cornucopia di promesse e su lui grava il peso di mantenerle negli anni futuri. Piscopo è persona dotata di grande intelligenza artistica e so che di lui s’occupa il Maestro Coviello pertanto la certezza che sia in ottime mani non manca! La voce del Piscopo scorre morbida brillante e fluida nei vari registri dove realizza con intensa efficacia nel medio e nell’acuto. Soltanto nell’esecuzione dell’aria di Belcore “come Paride vezzoso” il Piscopo ha palesato un paio di note nel grave che vanno “assestate” ed alle quali occorre dare rotondità e spessore affinché trovino la corretta omogeneità nell’emissione che scivola con facilità . La mia impressione è che, essendo l’appoggio nel medio e nell’acuto e nelle prime note del grave accertato e sicuro, quando scende perda in parte la corretta posizione delle corde però la mia è soltanto un azzardo d’ipotesi stando che non sono medico e neppure insegno pertanto non sono certo della diagnosi e comunque non conosco la cura! Il peccato in se è veniale e il Piscopo ha tutto il tempo e sicuramente i mezzi per porvi rimedio. Con l’aria di Taddeo da Italiana in Algeri Piscopo ha fatto opera di cesello. Questo giovane usa la voce così come il pittore usa il pennello e trae con efficace espressività da una oltremodo ricca tavolozza di tinte appropriate e ben dosate. Chissà che ci attende quando studierà il ruolo di Don Bartolo!!!! Fraseggia con giusti accenti, lega, alleggerisce, sfuma e quando e’ il momento scala il pentagramma con apparente facilità e, poichè non e’ per nulla semplice farlo, dimostra una maturità ed un bagaglio tecnico di prim’ordine! E’ un autentica soddisfazione ascoltarlo mentre agisce sul palcoscenico per il nostro piacere!
Roberto Busani
Critico musicale
Daniele Piscopo, è un baritono brillante dall’esaltante slargo del suono, dalla timbratura “alla Juan Pons”, dal mordente del sillabato rapidissimo. In più è un vero animale da palcoscenico, di contagiante simpatia. Qualche fissità nei centri estremi è imputabile ai difficili brani scelti dal repertorio buffo che, richiedendo infallibilità tecnica e puntualità “svizzera”, non perdonano un baritono volenteroso e dottissimo ma ancora, tecnicamente, in fieri.
Gustoso nel “Gran peso sulla testa” dal Taddeo dell’Italiana in Algeri, intelligente e ferrato sulla balbuzie del Tartaglia nelle Maschere di Mascagni (eseguita come bis), addirittura cattivo nella difesa della moglie Fiorilla, il suo Geronio (altro che rincitrullito!) nel duetto “D’un bell’uso di Turchia”, dove rivaleggia col machismo arrogante del Selim di Moya. Bravo davvero!
Lo attendono, in sede didattica, l’approccio col cantabile che permetterà, a mio avviso, di arrotondare nota per nota dando definizione ad uno strumento così importante.
Giuseppe Reggiori
Artista